Casa, rossa casa
Dove i sogni diventano incubo
Casa, dolce casa è probabilmente il modo di dire più diffuso e conosciuto per definire le mura domestiche, ossia quel porto sicuro dove ci si rifugia dopo una giornata difficile, quel luogo dove a volte due persone iniziano un percorso di vita comune.
Ma anche il luogo dove spesso si consumano inconfessabili e insospettabili drammi umani e tragedie il cui culmine è un atto estremo, il momento nel quale il sonno della ragione genera inimmaginabili mostri.
Il femminicidio è un omicidio di genere, ed è diventato un fenomeno sociale che va oltre un asettico e impersonale numero di vittime aggiornato quasi ogni giorno. Il femminicidio è soprattutto una piaga che si dilata nel corso degli anni, dei secoli e che vede la donna nel ruolo di vittima designata.
Chiara, la protagonista immaginaria della nostra storia, vive il suo dramma personale tra quelle mura domestiche che dovevano essere la rappresentazione di un sogno, e che invece diventano la personificazione di un incubo. La casa, dolce casa, consumato l’ultimo atto, diverrà soltanto una Casa, rossa casa.
Scritto con i moderni canoni del teatro narrazione e accompagnato da musiche e canzoni originali, Casa, rossa casa è la storia di una donna e quella, allo stesso tempo, di molte donne. E’ una storia che valica i confini del tempo, perché – grazie alle opere di svariati artisti, da Cezanne fino a Frida Kalo – inquadra in maniera inquietante l’omicidio di genere nel corso degli anni.
Testo: Antonio Zamberletti
Musiche e canzoni: Luca Maciacchini
Da un’idea di: Marialuisa Reatti
Durata: 50 minuti

Semplicemente donne